Il rapporto tra investigatori privati e forze dell'ordine è un tema complesso e delicato, regolato da normative specifiche che ne delineano i limiti e le possibilità di collaborazione. In questo articolo, analizziamo i protocolli collaborativi esistenti e le modalità con cui un'agenzia investigativa può supportare lo Stato nelle sue attività investigative. Vediamo più precisamente come.

Il rapporto tra l’investigatore privato e le forze dell’ordine può essere definito a senso unico. Come sappiamo, la legge italiana tutela la privacy dei cittadini, ponendo dei limiti alla comunicazione di dati personali da parte degli investigatori privati alle forze dell'ordine: l'articolo 139 del T.U.L.P.S. consente infatti la comunicazione di dati "fermo restando il segreto professionale", sancendo la liceità di tale collaborazione ma subordinandola al rispetto del diritto alla riservatezza.
Ne consegue che la collaborazione tra investigatori privati e forze dell'ordine non può essere considerata un rapporto bidirezionale. L'investigatore privato è tenuto infatti a prestare quanto raccolto con la sua investigazione privata su richiesta dell'autorità di pubblica sicurezza, ma non può autonomamente trasmettere informazioni o dati acquisiti durante le sue indagini.

Abbiamo detto che il rapporto tra un’agenzia investigativa e lo Stato si può considerare a senso unico, tuttavia esistono alcuni protocolli collaborativi che disciplinano le modalità di interazione tra investigatori privati e forze dell'ordine, definendo i canali di comunicazione, le tipologie di informazioni che possono essere trasmesse e le procedure per la loro acquisizione e archiviazione. In che modo quindi un’investigazione privata può essere utile allo Stato? Come un’agenzia investigativa può collaborare? Un'agenzia di investigazione privata può supportare lo Stato in diverse tipologie di indagini, tra cui:
La collaborazione tra investigatori privati e forze dell'ordine può apportare diversi vantaggi per risolvere casi importanti, perché tramite le indagini private si possono trovare risposte che magari sfuggono allo Stato. In conclusione, i protocolli collaborativi tra investigazione privata e forze dell’ordine sono in grado di massimizzare l'efficacia delle attività investigative, tutelando al contempo la sicurezza della collettività.

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